La Storia di Fabriano

Fabriano, uno dei Comuni più estesi d’Italia con i suoi 269,61 Kmq. di superficie e posta a 325 metri s.l.m., si adagia in un’ampia conca circondata dai monti San Vicino, Cucco, Maggio e Fano.

Lo stemma cittadino, sin dal XIII secolo, ha come emblema un fabbro che batte il ferro su di un’incudine. Il toponimo è stato sempre oggetto di discussione, in quanto alcuni sostengono che derivi dalla fusione di due termini latini: Faber (Fabbro) e Ianus (Giano, il fiume che lo attraversa), mentre altri affermano che il nome abbia origine da Faberius, proprietario del fondo su cui si eresse la città.

Ph. Alice Carnevali

La prima menzione certa della città risale al 1065, ma vi è la certezza che il territorio fu abitato sin dall’epoca preistorica. I primi Municipi, Attidium e Tuficum, si svilupparono dopo la conquista romana e raggiunsero il massimo splendore nel II-III secolo d.C.; le invasioni barbariche dei secoli seguenti (V-VI) causarono il loro lento abbandono.                           Fu durante i secoli V-IX d.C. che gli Attidiati si rifugiarono in parte a sud-est verso il futuro castello di Collamato, mentre la popolazione di Tuficum diede vita vari villaggi tra cui Castelletta, Albacina e Moscano, oggi frazioni di Fabriano.

Ph. Alice Carnevali

Grazie allo zelo ed allo spirito combattivo di questi popoli, la città maturò fino a divenire Libero Comune nel 1234; vennero elette le sue magistrature, si svilupparono nel centro storico cantieri architettonici e pittorici di fondamentale importanza per la nascita di quella scuola artistica che, nel secolo successivo, raggiungerà il suo apice con Allegretto Nuzi e Gentile da Fabriano.

Ph. Federico Filipponi

Nella seconda metà del ‘300 si affermò la potente famiglia Chiavelli, la quale trasformò in Signoria il Libero Comune. Nei sessant’anni successivi, la città raggiunse il suo massimo grado di prosperità, rimarcato dal fiorire delle attività manifatturiere e del commercio della carta. Dopo l’eccidio dei Chiavelli (1435) ed un breve periodo di sottomissione a Francesco Sforza (1435-1444), la città venne annessa allo Stato Pontificio.

Ph. Alice Carnevali

Nel 1515 la città venne saccheggiata dagli Spagnoli a causa dei dissensi tra i fabrianesi e Papa Leone X. Nello stesso periodo emerse la figura del capitano Giovanbattista Zobicco, il quale si adoperò ad organizzare una difesa, affinché la città avesse una valida protezione in caso di necessità.                                                                              Nel 1527 venne ristabilita la pace e Fabriano tornò a godere di una certa prosperità economica. I secoli seguenti (XVII – XVIII) vengono definiti, da alcuni storici, anni di decadenza.

Tra il 1610 ed il 1808 Fabriano venne sottoposta direttamente al potere centrale di Roma; nel 1813 passò al governo provvisorio di Napoli e nel 1814 al dominio Austriaco. Nel 1815 tornò sotto l’influenza dello Stato Pontificio e nel 1860 venne annessa al Regno d’Italia.