Le Eccellenze Fabrianesi

LA CARTA DI FABRIANO

Fabriano è una delle poche città al mondo dove ancora oggi viene prodotta carta a mano. I preziosi fogli vengono utilizzati per edizioni di pregio, disegno artistico e stampe d’arte, corrispondenza e partecipazioni, diplomi di laurea, buoni del tesoro. Le materie prime impiegate per la produzione sono: cotone, canapa, lino, coloranti speciali. La fase centrale della lavorazione è rimasta uguale a quella di 700 anni fa. Il “lavorente”, ripetendo gli stessi gesti dei cartai fabrianesi del XIII secolo, immerge la forma nel tino e ne estrae ogni volta la stessa quantità di pasta che distribuisce uniformemente su tutta la superficie della tela. Non appena formato il foglio, il lavorente passa la forma al ponitore, e dopo aver lasciato per un momento scolare l’acqua, adagia la forma su un feltro di lana determinando il distacco del foglio della tela. Un foglio e un feltro sopra l’altro, si forma una pila o “posta” che viene messa sotto una pressa idraulica; così facendo avviene la prima disidratazione dei fogli. Subito dopo avviene l’operazione di collatura, dove i fogli vengono immersi in un bagno di gelatina animale che rende il loro interno impermeabile agli inchiostri e assicura una lunghissima conservazione nel tempo. A questo punto la carta è pronta per l’essiccamento definitivo che ha luogo disponendola nello stendaggio. Infine, si eseguono le operazioni di allestimento, con le quali la carta viene “rifinita” attraverso la “scelta”, ”contatura”, “pressatura”, “satinatura”, “impaccatura” e “stagionatura” a magazzino. La capacità produttiva di un “Tino” è molto ridotta e al massimo raggiunge i 100 chilogrammi giornalieri.

Ph. Federico Filipponi

Ph. Federico Filipponi

Ph. Federico Filipponi

IL SALAME DI FABRIANO

Il primo documento che testimonia la fama del salame Fabriano a livello nazionale risale al 1881, quando Garibaldi scrisse all’amico Bigonzetti per ringraziarlo dei gustosi salami fabrianesi ricevuti. Da allora, fino ai nostri giorni, la fama del salame Fabriano non è diminuita; non a caso lo slogan scelto dai produttori riuniti in un Consorzio di Tutela è “un sapore che ha fatto storia”. Il salame di Fabriano viene ottenuto con le parti nobili del maiale: la carne magra viene prelevata dalla coscia del prosciutto e dal fiocco della spalla, mentre il grasso dalla fascia dorsale. Le parti magre vengono tritate mentre il lardo viene tagliato al coltello in cubetti di circa 0,5 cm. La salagione si fa solo con sale e pepe nero in grani, a volte anche con dell’aglio e del vino bianco, massaggiando e impastando a lungo le carni e i lardelli di grasso. Successivamente l’impasto viene insaccato in un budello gentile dell’intestino del suino, quello più adatto a resistere a lunghe stagionature. I salami vengono legati in coppia e appesi in locali dove è presente un camino acceso, che non serve per affumicare, bensì per permettere una corretta asciugatura. In seguito si passa alla stagionatura in cantina con 14°C e 80% di umidità per un periodo minimo di 60 giorni. Il salame ha una lunghezza di circa 30-35 cm, un diametro di 6 cm e un peso variabile tra i 300 e i 400 grammi. La consistenza è dura e compatta, la fetta si presenta di color rosso scuro con lardelli di forma regolare di colore bianco. Il gusto è dolce, con sentori di vaniglia, e leggermente affumicato. Il salame di Fabriano è stato riconosciuto da Slow Food come uno dei migliori insaccati italiani.

Fonte: www.Newsfood.com

I MIELI DI GIORGIO POETA

Un’ulteriore eccellenza della città di Fabriano è rappresentata dai Mieli di Giorgio Poeta, il giovane imprenditore fabrianese propone, tra le sue creazioni, il Miele Invecchiato In Barrique, La Stella, Il Gran Cru e l’Idromiele. La prima è l’unica al mondo a subire un processo di invecchiamento, la seconda ha un sapore che ricorda quello del Varnelli, mentre l’Idromiele, creato nel 2014, è una bevanda alcolica composta da acqua, miele e lievito. Oltre ai prodotti cardine appena menzionati, l’azienda propone anche diversi mieli classici, cinque tipologie di caramelle al miele, propoli e polline.                                             I Mieli di Giorgio Poeta vengono esportati in tutto il mondo e, a partire dal 2012, fanno parte del circuito “Eataly – Alti Cibi”. L’Idromiele barricato è stato inserito nel menù degustazione dell’Osteria Francescana, uno dei migliori ristoranti al mondo; inoltre l’impresa ha intrapreso collaborazioni con chef stellati quali Uliassi e Bowerman.                 Molte riviste e quotidiani hanno parlato dell’azienda, tra l’altro premiata con l’Oscar dell’Agricoltura nella categoria “Innovazione” per aver creato “Il Carato”, l’unico miele al mondo invecchiato in barrique. Va infine ricordato che il giovane imprenditore fabrianese è  ospite fisso come esperto di apicoltura nella trasmissione “Detto Fatto” di Rai2.

Fonte: www.giorgiopoeta.com

Fonte: www.giorgiopoeta.com